THE SHOEMAKER FRATTEGIANI | FLORENCE |

1935-40 | "Calzature  Frattegiani - Firenze, via Tornabuoni 9"
Firenze, Galleria del Costume di Palazzo Pitti
Source: Catalogue of the exhibition "Moda femminile fra le due guerre" 
Curator: Caterina Chiarelli | 2000

“Che cosa sperare, in un mondo dove i passi conducono inutilmente a nuovi selciati arsicci, a nuovi asfalti roventi? Dipende pur sempre dal passo: affacciato alla vetrina di Frattegiani un sandalo composto di striscioline esilissime, alternate in toni preziosi lasciò sperare un cammino da percorrersi in piena frescura.”

"Where's the hope, in a world where unnecessary steps lead to another burning pavement and hot asphalt? It depends on the step: in Frattegiani’s window appeared a sandal made ​​of the thinnest strips, in precious colors, that let hope cross a path to be followed in coolness." 
Irene Brin
Bellezza magazine


1956 | Frattegiani mosaic Heels 
Florence


Ma chi era Frattegiani, il cui negozio di via Sistina a Roma veniva considerato dalla giornalista Irene Brin come un'oasi nella torrida estate romana del 1946?
“Già all'inizio del Novecento, [a Firenze ndr] in Borgo Ognissanti e successivamente in via Tornabuoni, con sede legale in via de' Fossi, era attiva la bottega di famiglia di Alfredo e poi di Edoardo Frattegiani, quest'ultimo raffinato artigiano di calzature da donna, dai tacchi in ceramica e in argento intagliato”. 

So, what about this Frattegiani brand whose  shop in Rome (Via Sistina), was described by journalist Irene Brin as an oasis in the hot Roman summer of 1946?
"At the beginning of the twentieth century in Borgo Ognissanti and later in Via Tornabuoni , [in Florence -Edit], with registered office in Via de 'Fossi, there was the family workshop of Alfredo and later Edoardo Frattegiani, the latter a craftsman of women shoes, with heels made in ceramic and carved silver."   

[La Grande Storia Dell'Artigianato | The Great History Of The Crafts | Giunti, 2003]



1954-58 | Frattegiani
"Hand Made in Italy by Frattegiani/Boutique/Firenze-Roma-Venezia" 
Source: MET

La ditta Frattegiani, di cui alcune creazioni degli anni dal 1937 al 1958 sono conservate oggi al Metropolitan Museum Of Art di New York, operò dai primi anni del Novecento, fino al 1962. Oltre ai già citati negozi di Roma e Firenze aveva una sede anche a Venezia, in piazza San Marco e operava anche sul mercato americano.

The Frattegiani's activity spanned from the early years of the twentieth century until 1962 and some of their models from 1937 to 1958 are preserved at the Metropolitan Museum Of Art in New York. In addition to the already mentioned shops in Rome and Florence they opened in Venice (Piazza San Marco) and they were distributed overseas.


1937 | Frattegiani
Source: MET

Le creazioni di Frattegiani, celebrate per eleganza e leggerezza sulle pagine della rivista “Bellezza” da Irene Brin e Irene Kuster Rosselli, avevano come punto di forza i tacchi, decorati con elaborati mosaici o intarsiati e cesellati in argento, legno, porcellana e ceramica. Ma anche il design ricercato e la ricchezza dei materiali (pelli, tessuti, soutache, perle e pietre oppure rafia, sughero e cellophane negli anni autarchici dell'epoca fascista).

Tra i fornitori di tessuti ritroviamo la raffinata tessitrice veneta Elda Pavan Cecchele, collaboratrice anche di Ferragamo. La collaborazione con questa artigiana è solo uno degli incroci che la vicenda Frattegiani ebbe col più noto designer fiorentino. Le scarpe scultura due fratelli Alfredo ed Edoardo Frattegiani, si trovarono infatti a competere nella città di Firenze con quelle di Salvatore Ferragamo, che dalla fine degli anni ‘20 era tornato trionfalmente dal successo americano.


Frattegiani’s shoes, celebrated for their elegance and lightness in the magazine "Bellezza" by Irene Brin and Irene Kuster Rosselli, had remarkable heels, decorated with elaborate mosaics and made in inlaid or ingraved silver, wood, porcelain and ceramics. Shoes exquisite in design and rich in the choice of the materials (leather, textiles, soutache, pearls and stones, but also raffia, cork and cellophane during the autarchic years of the fascist era).

The sophisticated Venetian weaver Elda Pavan Cecchele (also with Ferragamo) was ranked among the suppliers of fabrics. Elda Pavan Cecchele wasn't the only link between Frattegiani and Ferragamo. The sculpture shoes by the Frattegiani's had to compete in the same city of Florence where the shoemaker of the stars, starting from the late '20s, came back hot on the heels of his American fame.

1954-58 | Frattegiani
Source: MET

I loro negozi quasi si fronteggiavano sulla stessa strada, via Tornabuoni e probabilmente gli artigiani si tenevano d’occhio. Già dagli anni ’30 erano attenti a brevettare le loro innovazioni per evitare furti di idee. In un’edizione del 1938 della “Gazzetta Ufficiale” i due nomi sono accostati: il 14 settembre Edoardo Frattegiani depositò il brevetto per un “tacco di legno verniciato o fasciato di pelle di forma triangolare, da applicarsi a qualunque tipo di scarpa femminile” e tre giorni soli dopo Ferragamo brevettò un suo“sandalo a due fasce incrociate”.

The two shops almost faced each other in Via Tornabuoni (Florence) and most likely the owners eyed each other as well. Both were used to patent their design inventions. Here is a 1938 edition of the Gazzetta Ufficiale (Italian Offical Law Board) with the two names side by side; September 14, Edoardo Frattegiani patented "a triangular shaped wooden heel, painted or leather cladded for women shoes"; three days later Ferragamo patented "a sandal with two crossed bands".






1939 | Frattegiani & Ferragamo
Patents granted in the Kingdom Of Italy


1958 |  Frattegiani
"Handmade in Italy by Frattegiani in Firenze"
Source: MET

1958 | Frattegiani
Source: MET

Il picco della loro rivalità si manifestò nel 1951, dopo che Ferragamo aveva creato le calzature che accompagnarono gli abiti di Emilio Schuberth nella prima sfilata di moda italiana a Firenze. Ferragamo aveva creato il modello 'Kimo', una guaina-calzino aderente al piede, in pelle dorata o in raso leggerissimo, da indossare con un sandalo dorato. Quando Ferragamo depositò il brevetto, Frattegiani lo citò in giudizio accusandolo di plagio. Sappiamo com'è andata a finire considerato che alla fine degli anni '80 il brevetto era ancora in possesso della ditta Ferragamo, ma altri dettagli sono svaniti nel tempo.

Their rivalry peaked in 1951, when Ferragamo designed the shoes for the Emilio Schuberth gowns at the first Italian fashion show in Florence. Ferragamo created the model 'Kimo', an interchangeable upper similar to a sock in golden leather or light satin  to be worn with a golden sandal. 
When Ferragamo patented it, Frattegiani sued him, accusing him of plagiarism. We know how it ended, as the Ferragamo company still held the patent at the end of the 80s, but all the other details vanished over time.

1951 | Ferragamo's Kimo original ad
Kimo is worn with  the "Spaghetti" sandal, in golden kidskin


Sources: 

"La grande storia dell'artigianato. Arti fiorentine", Vol. 6 - G. Fossi (a cura di) Giunti, 2003 
“Salvatore Ferragamo, the art of the shoe, 1927-1960” - Centro Di -1987 
“Passeggiata a Roma” - Irene Brin in “Bellezza”, n. 7, 1946 
“Elda Pavan Cecchele e il mondo della Moda: 1950-1970” - Irina Inguanotto, Francesca Piva - 2006
"Moda femminile tra le due guerre" - Caterina Chiarelli (a cura di) - Ed. Sillabe - 2000


 

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