EUROPE: MADE IN LABEL (Let's start from scratch, OK?)

[ENGLISH TEXT BELOW]



01 - AZIONE
Commercio estero/internazionale − 21-10-2010
Sessioni plenarie
I beni importati da fuori l'UE dovrebbero sempre indicare chiaramente il paese d'origine per aiutare i consumatori a compiere una scelta informata, affermano i deputati approvando giovedì una proposta di regolamento che prevede anche sanzioni in caso di violazione delle regole e la possibilità di utilizzare l'inglese sulle etichette ovunque nell'Unione.
Prossime tappe
Perché il progetto di regolamento diventi legge, il testo deve ora essere approvato dal Consiglio, dove alcuni Stati membri si oppongono all'idea di una legislazione europea sul "Made in".
Una volta che il testo è stato concordato fra Parlamento e Consiglio, le nuove regole entreranno in vigore in tutta l'Unione un anno dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'UE. Dopo 5 anni, il regolamento, secondo un emendamento approvato dalla Aula, scade e toccherà a Parlamento, Commissione e Consiglio decidere se prorogarlo modificarlo.
02 - reAZIONE
Ci stanno provando, ma per ora la Foreign Trade Association incassa il colpo in merito all'etichettatura obbligatoria. Non che sia particolarmente rilevante, ma qui trovate cosa vogliono e chi sono i loro associati.






03 - (NESSUN) EFFETTO
La frase chiave é la seguente, tra l’altro OMESSA nella traduzione italiana. Verificate.
La nuova legge si applicherà unicamente alle merci destinate al consumatore finale ma non ai prodotti provenienti da Unione Europea, Turchia, Islanda e Liechtenstein. 
Quanto siano “buone notizie”  lo diranno le vittime delle delocalizzazioni in Romania e lo diranno presto anche le lavoratrici della OMSA (Golden Lady Group, 50% del mercato nazionale), che ha spostato la produzione in Serbia (d'accordo, non è ancora EU, ma è appena giunto lo sblocco del processo di entrata nell'Unione Europea... e quando sarà entrata, scatterà l'esonero dall'etichettatura anche per loro). Con la Turchia si sono portati avanti: già esonerata a priori.
SiSì. Golden Lady é morta.
Infine... pensandoci... cosa dovrebbe cambiare rispetto all'etichettatura attuale, che fa entrare un semilavorato in Italia per "l'ultima trasformazione" con diritto di etichettatura "made in Italy"?  
I semilavorati non sono beni destinati al consumatore finale, quindi non si etichettano. 
Quei simpatici lobbisti della Foreign Trade Association possono stare tranquilli, perché non è che cambierà molto rispetto ad ora.


01 - ACTION
External/international trade − 21-10-2010
Plenary sessions
Goods imported from outside the EU should clearly state their country of origin, to help consumers make informed choices, say MEPs. Parliament is proposing to allow the country of origin to be indicated in English on labels of goods sold anywhere in the EU. It would also like to see harmonised penalties for breaching the rules.
Next steps
The draft law still needs to be approved by the Council, where some Member States are still opposed to the idea of a European "made in" law.
Once finally adopted by both Parliament and Council, the new rules will be applicable in all Member States starting one year after publication in the EU Official Journal.
02 - reACTION
They tried with no luck: the Foreign Trade Association was not happy about the above mentioned draft law. Not that it's important to know, but if you really need it, find here what they want and here their associated
03 - (no)FX
The following is the key line:
The new law will apply only to goods destined for final consumers but not to products from the European Union, Turkey, Norway, Iceland or Liechtenstein.
(By the way: this part was OMITTED in the Italian translation)
Good news? Ask the people who lost their jobs because their firms moved production abroad. Tell the OMSA workers for instance (Golden Lady Group - stockings - 50% market share in Italy): the company moved production to Serbia (yeah rigth, not yet EU but yesterday they got the green light to speed up the procedure for the European Union’s accession; as soon as Serbia is in, no more labelling will be necessary. And what about Turkey? Don’t you worry. Already in! 
So, in the end, what’s gonna change? A semi-product is not for the final consumer - it’s not labelled - it coud be processed (just once) - and magically became a “Made in Italy” product.
Those nice lobbyists at the Foreign Trade Association can sleep tight.


 

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