ALDO SACCHETTI'S FASHIONABLE DESIGN PATENTS [PART 1]

MODA E INNOVAZIONE | I MODELLI BREVETTATI DA ALDO SACCHETTI |PARTE 1
DI IRMA VIVALDI


Aldo Sacchetti | Patented ballerina
International Footwear Museum of Vigevano
Photograph: WOP

English Text below

Un elemento importante della carriera di Sacchetti fu la sua lunga collaborazione col mondo della moda, in particolare torinese. La collaborazione con stilisti e couturiers gli consentì di esprimere il suo grandissimo talento artigianale, stimolando la sua vena creativa e la ricerca di soluzioni originali. Così, a partire dagli anni ’50, Sacchetti iniziò a depositare una serie di brevetti, alcuni dei quali sono conservati presso il Museo di Vigevano. 

Nel 1954 l’Ente Italiano della Moda (1) aveva promosso una delle prime presentazioni istituzionali della moda italiana all’estero, portando una casa torinese alla rassegna europea della confezione a Düsseldorf, per la quale Sacchetti aveva realizzato le calzature. Vladimiro Rossini (2), Direttore Generale nonché ideatore dell’Ente, apprezzò particolarmente un modello di ballerine, con scollatura a elastico, tanto che mandò a Sacchetti una raccomandazione via telegramma: 

“Brevetta subito la tua ballerina”. 



Sacchetti's signature inside a shoe
Photograph: WOP

In un reportage dell’evento, Anna Vanner (La Stampa - 13 gennaio 1954) invece citava fra le curiosità più ammirate un altro brevetto dello stesso anno, una “calzatura con suola movibile, di ispirazione turca”. Si tratta di un modello "con tomaio posteriore e sottopiede staccati dal fondo ortopedico".

Sullo stesso concetto della mobilità indipendente della parte posteriore della calzatura Sacchetti ritornò negli anni successivi e nel 1960, con un altro brevetto per una calzatura in cui la parte anteriore col sottopiede può spostarsi longitudinalmente rispetto alla parte posteriore per effetto di un collegamento elastico.

Nel 1960 inizia una sperimentazione legata alla scelta dei primi tessuti elastici utilizzati per le calzature. Al museo di Vigevano sono conservati due brevetti di questo filone: un modello di décolleté con tacco alto, in tessuto elastico rosso ed una calzatura femminile bassa celeste.



1954 - Sacchetti's patent
International Footwear Museum of Vigevano
Photograph: WOP

1955 - Sacchetti's patent
International Footwear Museum of Vigevano
Photograph: WOP

La sperimentazione di Sacchetti era vittima dei limiti tecnologici del tempo, dal momento che i tessuti elastici non avevano ancora raggiunto una tenuta che reggesse all'uso prolungato e, soprattutto se colorati, risultavano estremamente fragili a causa dei pigmenti. 

La scarpa rossa ha infatti perso flessibilità col tempo. Regge meglio la celeste poiché frutto di una soluzione alternativa, essendo stata usata la cimossa del tessuto, tagliato quindi come un nastro elastico.


1960 - Sacchetti's patent | 1/3
International Footwear Museum of Vigevano
Photograph: WOP

1960 - Sacchetti's patent | 2/3
International Footwear Museum of Vigevano
Photograph: WOP

1960 - Sacchetti's patent | 3/3
International Footwear Museum of Vigevano
Photograph: WOP


NOTE

(1) 
L'Ente Italiano della Moda fu un'istituzione torinese fondata nel 1933 come “Ente autonomo della moda” per essere l’interfaccia tecnica delle istituzioni nella promozione italiana e all’estero del settore tessile e confezioni di alta moda.

(2) 
Vladimiro Rossini nel 1954 avrebbe anche promosso il Samia - Salone Mercato Internazionale dell’Abbigliamento - destinato ad essere per tre lustri un riferimento internazionale per la Moda.


1960 - Sacchetti's patent
International Footwear Museum of Vigevano
Photograph: WOP

1960 - Sacchetti's patent | 1/2
International Footwear Museum of Vigevano
Photograph: WOP

1960 - Sacchetti's patent | 2/2
International Footwear Museum of Vigevano
Photograph: WOP

Above: Aldo Sacchetti Patents
From: Il Museo Della Calzatura Pietro Bertolini, 1974


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FASHION AND INNOVATION
THE PATENTED MODELS BY ALDO SACCHETTI | PART 1
BY IRMA VIVALDI

Throughout his career Sacchetti had important connections with the fashion world, particularly in Turin. The collaboration with fashion designers and couturiers allowed him to express his huge talent and stimulated his creativity and his search for new solutions. Starting from the '50s Sacchetti patented many inventions, some of them still kept at the International Footwear Museum of Vigevano.

The "Ente Italiano della Moda" (Italian Fashion Institute) promoted in 1954 one of the first institutional presentations of the Italian fashion abroad, leading a Turin's fashion house to a European exhibition in Düsseldorf . 

The Ente Italiano Della Moda was a Turin-based organization founded in 1933 to lobby with Italian and foreign institutions in order to promote textile and haute couture. Event's manager was Ente's founder and general director Vladimiro Rossini also creator of the Samia (1954 - International Clothing Market Fair). For fifteen years the Ente Italiano della Moda remained an international staple in the fashion world.

Sacchetti created the shoes for the Düsseldorf exhibition and Rossini was impressed by a model of flats with elastic at the neckline, so that he sent Sacchetti a recommendation by telegram to patent this new model of shoes right away. A report of the Düsseldorf event by Anna Vanner (La Stampa - January 13, 1954) quoted another Sacchetti's patent as the most admired: a Turkish-inspired shoe with movable sole. It is a model with rear upper and insole detached from the orthopedic sole (also at the Museum in Vigevano).

Along the same concept of independent mobility of the rear of the shoe, Sacchetti worked on another 1960's patent: the front with the insole can move longitudinally due to an elastic connection to the rear. In 1960 Sacchetti went to use the first stretch fabrics for footwear. Two patents were donated to the Museum of Vigevano: a high heeled pump, in red stretch fabric and a woman’s blue flat shoe.

Sacchetti’s experiments were victims of the technological limitations of his time: the stretch fabrics wasn't sturdy enough to stand a long-term use and, especially when dyed, they were extremely fragile because of the pigments. 

The red shoe shows the signs of the time while the blue one is better preserved as the result of an alternative solution: it was made from the selvedge of the fabric, then cut like a rubber band.


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